Empatia nei bambini

L’ empatia è uno stato d’animo che induce la persona a capire quello altrui ed è una capacità che i bambini sviluppano gradualmente con la loro maturazione cognitiva.

Con lo sviluppo i bambini, imparano a gestire l’ empatia ed a comprendere gli stati emotivi altrui assumendo emotivamente il ruolo dell’altro. Questo processo tuttavia, si completa solamente in piena adolescenza in cui si sviluppa un più integrato senso di identità.

Nel primo anno di vita, tutti i bambino non possiedono delle spiccate capacità di empatia globale ossia la capacità di rispondere alla sofferenza altrui tramite il semplice contagio emotivo, in una condizione di sostanziale confusione tra se e l’altro. È solamente dopo il primo anno che i bambini iniziano a sviluppare questo stato d’animo definita empatia egocentrica.

 

Solo quando i piccoli iniziano a sviluppare la capacità del linguaggio, ovvero verso i 3 anni e successivamente con lo sviluppo del pensiero più decentrato verso i 6-7 anni, si sviluppano nei bambini capacità empatiche più mature. Con il linguaggio quindi, aumentano anche le capacità di comunicare e assumere una differenziazione fra gli stati mentali propri e altrui per fornire un aiuto in specifiche situazioni.

Tuttavia è solamente con l’arrivo dell’adolescenza che si sviluppa quella che può essere definita empatia e che porterebbe a valutare le generali condizioni della vita e della persona nella sua globalità integrando valori e giudizi morali.

È questa la forma di empatia più comune e che genera delle espressioni non verbali di sofferenza, che continuano a suscitare forme di “contagio” empatico e involontario anche nell’adulto.

Quindi è importante affinare il modo di esprimere le emozioni da parte dei bambini poiché migliorerebbe non solo lo sviluppo dell’empatia, ma anche la più generale capacità di riconoscere che gli altri sono in possesso di stati mentali, intenzioni o motivazioni autonomi, diversi dai propri e alla base dei loro comportamenti.