Famiglia,

Assumere la colf

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Assumere la colf  è meglio. Sono ancora molte, troppe le famiglie che usufruiscono dei servizi di una collaboratrice domestica senza un regolare contratto di assunzione.

Molte le ragioni alla base di questa scelta, che troppo spesso è frutto di erronee convinzioni e scarsa informazione circa le conseguenze, dirette ed indirette, senza capire che assumere la colf è meglio.

Prima tra tutte una scarsa, o superficiale conoscenza del contratto collettivo nazionale colf e badanti (che disciplina anche il rapporto di lavoro con la babysitter).

Il licenziamento

C’è molta resistenza nel procedere all’assunzione perché si teme che una volta assunta la lavoratrice, si resti ingabbiati in questo rapporto di lavoro, non potendolo facilmente interrompere, se per esempio le cose non vanno. Errore. Assumere la colf, la babysitter e la badante è meglio. Il licenziamento della colf non è subordinato a giusta causa né a giustificato motivo; si può procedere al licenziamento senza vincoli di motivazione, purché si conceda alla lavoratrice il giusto preavviso o, laddove non si voglia nemmeno concedere questo, purché vengano pagati alla lavoratrice i giorni di preavviso cui la stessa ha diritto., ed in questo caso il rapporto può essere interrotto anche sui due piedi.

Il licenziamento di un lavoratore domestico può inoltre avvenire in tronco, ovvero senza preavviso, nel caso di inadempimenti così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro.

Possono essere ipotesi di licenziamento per giusta causa le assenze ingiustificate dal posto di lavoro; le ingiurie o le minacce poste in essere nei confronti del datore di lavoro; i reati commessi nell’esercizio del lavoro (ad esempio un furto commesso sul luogo di lavoro) oppure i reati che, seppur commessi al di fuori del rapporto di lavoro, fanno comunque venir meno il rapporto di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro. Questo quindi ci tutela dal sempre più crescente fenomeno dei furti e dei maltrattamenti perpetrati ai danni delle famiglie da parte dei lavoratori domestici.

Le sanzioni

Inoltre, la famiglia che assume in nero una collaboratrice domestica rischia multe salate. La sanzione varia a seconda del numero di giorni di impiego in nero; ad esempio, entro i 30 giorni l’importo della sanzione va da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 9.000 euro. Da 1 a 2 mesi, invece, l’importo massimo della sanzione può salire a 18mila euro (per un minimo di 3mila), mentre per il periodo successivo ai 60 giorni la multa va dai 6.000 ai 36.000 euro.

Il permesso di soggiorno

L’assunzione in nero di colf, badanti e babysitter diventa ancor più pericolosa se manca il permesso di soggiorno. L’assunzione in nero di una collaboratrice domestica non in regola con il permesso, infatti, comporta un aumento della sanzione amministrativa del 20%.

Le vertenze  

Molti rapporti di lavoro domestico finiscono in tribunale. Se la colf o la badante licenziata fa vertenza rivolgendosi al patronato possono spuntare conteggi di ferie non usufruite, ore di lavoro non pagate e tredicesime saltate.

Gli infortuni

La mancata assunzione della collaboratrice domestica fa sì che ogni danno e infortunio rimanga a carico del padrone di casa, che dovrà risarcirla; e i danni possono avere un costo particolarmente elevato.

Assumere la colf, la babysitter e la badante è meglio. La collaboratrice domestica deve essere infatti assunta regolarmente e “denunciata” all’Inail: circostanza, che fa scattare l’assicurazione obbligatoria in caso di infortuni domestici.

Laddove la domestica non sia stata assicurata, né regolarmente assunta, tutti gli incidenti in casa devono essere risarciti dal proprietario dell’appartamento, anche se con questi la donna ha rapporto di lavoro.

Si tratta della cosiddetta «responsabilità da cose in custodia» che prescinde dalla malafede, dalla colpa e dall’esistenza di un rapporto di lavoro.

 

 

 

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