Norme e Tributi,

Licenziare la colf

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Licenziare la colf è più semplice di licenziare un dipendente di un’azienda, in quanto il rapporto di lavoro della collaboratrice domestica è instaurato con una famiglia o con una piccola comunità. Certo, esiste un contratto nazionale di categoria che, però, offre minori tutele rispetto ad altri settori.

La libertà di licenziare

Licenziare la colf: ciò che contraddistingue il rapporto di lavoro domestico da altre tipologie di rapporti di lavoro è proprio la possibilità per il datore di lavoro di licenziare (e del collaboratore domestico di dare le dimissioni) senza bisogno di una giusta causa o di un giustificato motivo: Il rapporto di lavoro può essere sciolto liberamente.

Ecco quindi sfatato il primo mito: molto spesso si teme di assumere la colf (e questo costituisce uno dei principali motivi per cui il nero prolifera nel nostro paese, unitamente al motivo economico legato all’obbligo del pagamento dei contributi) poiché si ha paura di rimanere vincolati anche se qualcosa va storto e la persona assunta non ci piace, ed è un timore infondato. Licenziare la colf è più semplice rispetto ad altre tipologie di rapporto di lavoro.

Il preavviso

Se anche la legge prevede la possibilità di licenziare la colf, la domestica o la badante senza dover dare giustificazioni, e quindi anche senza la cosiddetta «giusta causa» (invece obbligatoria per tutti gli altri lavoratori dipendenti), è comunque necessario dare il preavviso.

Il preavviso è il periodo intercorrente tra la comunicazione di recesso e l’effettiva cessazione del contratto di lavoro, al cui rispetto è tenuta la parte che, per volontà unilaterale, intende estinguere il rapporto lavorativo.

Per colf e badanti i giorni di preavviso per il licenziamento variano a seconda di diversi fattori. Questi dipendono dall’anzianità del rapporto di lavoro e dall’orario di lavoro settimanale.

Nello specifico:

Fino a massimo 25 ore settimanali

Entro i 2 anni di anzianità preavviso di 8 gg. di calendario

Oltre i 2 anni di anzianità preavviso di 15 gg. di calendario

Oltre le 25 ore settimanali

Entro i 5 anni di anzianità preavviso di 15 gg.

Oltre i 5 anni di anzianità preavviso di 30 gg.

Se invece è il lavoratore a dare le dimissioni, tali termini sono ridotti del 50%

Il mancato rispetto del termine di preavviso da parte del datore di lavoro comporta, per licenziare la colf, l’obbligo di versare al collaboratore domestico una indennità pari alla retribuzione dovuta per il periodo di preavviso non concesso.

Licenziamento in tronco

È possibile evitare di dare il preavviso quando il licenziamento avviene «per giusta causa», ossia quando la lavoratrice si è macchiata di una grave colpa, tale da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro neanche per un solo giorno.

Le motivazioni più frequenti riconosciute come giusta causa di licenziamento sono i seguenti:

  • falsa malattia e falso infortunio;
  • tentativo di furto;
  • assenza ingiustificata dal lavoro o cessazione in anticipo dell’attività lavorativa;
  • rifiuto ingiustificato e reiterato del dipendente di eseguire la prestazione lavorativa.

Adempimenti

Quali sono gli adempimenti necessari per formalizzare correttamente la procedura e licenziare la colf?

Innanzitutto occorre inviare una raccomandata a.r. oppure una lettera a mani e controfirmata in cui comunicarle la scelta di recedere dal rapporto di lavoro e darle il preavviso.

Infine. Il datore deve dare comunicazione all’inps del licenziamento entro 5 giorni dalla data di cessazione.

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