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Perchè assumere una puericultrice

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Perché assumere una puericultrice? Cosa fa una puericultrice? Perché dovrebbe essermi utile e quando deve intervenire? Molti sono i quesiti che girano intorno a questa figura, e molte le errate interpretazioni circa le sue competenze.

Chi è la puericultrice?

Prima di capire perché assumere una puericultrice cerchiamo di capirne di più. Quella della Puericultrice è una figura riconosciuta dal Ministero della Salute, prevista nel sistema sanitario nazionale rientrante tra le Arti ausiliarie delle professioni sanitarie.

Per intraprendere questa professione basta una semplice licenzia media, non serve andare all’università ma bisogna prendere un diploma da puericultrice riconosciuto dal Ministero della Salute, ed il corso comporta lo studio di materie quali, ad esempio: fisiologia, neonatologia, assistenza infermieristica, alimentazione dietetica infantile, patologia pediatrica, e profilassi delle varie affezioni. Per quanto riguarda la pratica, invece, è necessario iscriversi a un tirocinio, solitamente praticato in ospedali, asili nido o in altre strutture convenzionate. Una volta superato l’esame finale, si otterrà la qualifica che permetterà di lavorare nel settore socio-sanitario con specializzazione nell’assistenza all’infanzia.

Cosa fa la puericultrice?

Ma iniziamo ad inquadrare questa figura professionale , ed a capire perché assumere una puericultrice è un valore aggiunto. Abbiamo visto che La puericultrice è una operatrice socio-sanitaria specializzata nell’assistenza all’infanzia; il suo ambito di competenza è relativo ai bambini in una fascia di età compresa tra gli 0 ed i 6 anni, anche se il suo intervento si rivela ancor più prezioso principalmente nel primo anno di vita, in quanto è in grado di fornire sostegno e supporto ai genitori che non sanno come gestire i primi mesi di vita del neonato e del divezzo sia dal punto di vista del suo sviluppo psicologico, motorio, ludico, sia dal punto di vista sanitario (pronto soccorso, controllo della temperatura corporea, preparazione di pappe e latte); riferisce inoltre al pediatra sulle condizioni sanitarie del bambino e all’eventuale psicologo sui problemi inerenti allo sviluppo psichico.

Grazie a lei e ai suoi insegnamenti si viene a creare un nuovo equilibrio all’interno del nucleo familiare. Dà delle informazioni utili per crescere il neonato senza stress, spiegando quali sono i segreti per interpretare il pianto, per stabilire il giusto rapporto tra veglia e sonno e per affrontare le differenti fasi dello sviluppo, e dello svezzamento. Insomma, è una figura che fa da collante tra bambini e genitori.

Perché assumere una puericultrice

Il diploma da puericultrice consente di lavorare nel campo educativo, affiancando gli insegnanti, di esercitare la propria professione nelle cliniche ostetriche, nei reparti pediatrici degli ospedali e nei servizi ambulatoriali. E’ possibile inoltre lavorare come libere professioniste, assistendo a domicilio le famiglie che hanno dei problemi con i figli e aprendo l’apposita Partita IVA.

Negli ultimi tempi sono infatti moltissime le neomamme che, per ridurre al minimo lo stress nei primi mesi di maternità, si convincono dell’opportunità di assume una puericultrice, in maniera tale da potersi concedere qualche ora di relax senza avere paura di lasciare il piccolo in mani “inesperte”, ma soprattutto per farsi insegnare a gestire l’infante, a liberarsi delle proprie paure, a prevenire la morte in culla, a farsi aiutare nella impostazione del sonno, nell’allattamento, nello svezzamento. Insegnamenti che, pur comportando un sacrificio economico per la famiglia, si rivelano un investimento nel tempo perché forniscono strumenti preziosi nel tempo, sfruttabili nel corso di tutta la crescita del bambino.

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